MAL DI SCHIENA, AL GLUTEO

E FINO AL PIEDE

Quando si sente parlare di sciatica, spesso viene fraintesa la sua definizione pensandola come una patologia o una condizione a se stante; in realtà la sciatalgia o ischialgia indica un insieme di sintomi che riguardano la zona lombare e gli arti inferiori, riconducibili ad una infiammazione del nervo sciatico dovuta ad una patologia a monte.
Il nervo sciatico o ischiatico è il nervo più lungo e voluminoso del nostro corpo, prende origine dai rami anteriori delle vertebre da L4 a S3 per innervare quindi i muscoli posteriori della coscia, i muscoli della gamba e quelli del piede; la sciatalgia altro non è che la manifestazione clinica di una sua lesione o compressione.
In genere colpisce solo un lato del corpo e dalla parte bassa della schiena si irradia sulla parte posteriore, a volte laterale, della coscia, passando per l'anca e arrivando fino a dietro la gamba e a volte al piede.
La sensazione dolorifica può avere diverse manifestazioni e oltre al dolore possono presentarsi altri disturbi causati dalla sciatalgia come:

torpore, parestesie, formicolio e difficoltà nel controllo del movimenti della gamba.
Le sensazioni negative sono causate da un'infiammazione del nervo sciatico e i sintomi, che seguono proprio il percorso del suddetto nervo, possono aumentare quando si rimane seduti a lungo o durante movimenti improvvisi come starnuti e colpi di tosse.
Alcune delle cause che provocano il tipico dolore sciatico:
ernia del disco, traumi, incidenti, cadute, sindrome del piriforme, artrosi o degenerazione del disco intervertebrale, spondilolistesi, stenosi spinale lombare, gravidanza, lesione o frattura a livello pelvico, sindrome della cauda equina, sindromi metaboliche, tumori che comprimono il nervo sciatico, tumori del nervo stesso, operazioni e iniezioni, POSTURA e andatura

Le persone che soffrono di dolore sciatico tendono a mantenere posture antalgiche, che consentono cioè di sentire meno i disturbi e limitando i dolori lancinanti.
Durante la camminata il peso graverà di più e per un tempo maggiore sulla gamba non interessata dai sintomi della sciatica; quest'ultima invece tenderà ad essere tenuta leggermente piegata e accorciata e sarà motivo di una andatura claudicante.
In caso di piegamento sulle gambe il movimento avverrà solo con quella sana, cercando di evitare il piegamento di quella colpita da sciatica in modo da non stirare il nervo e non provare troppo dolore.
Anche da seduta la persona non riuscirà a tenere facilmente una postura corretta: cercherà infatti l'appoggio principalmente su un gluteo con il conseguente irrigidimento asimmetrico della colonna vertebrale e un possibile aumento dei sintomi anche in altre zone del corpo.

DURATA

Come è facile immaginare la durata è sempre variabile da caso a caso.
Purtroppo la maggior parte delle volte il dolore permane diventando di tipo cronico e capace di durare anche anni, con fasi di remissione del dolore alternate a fasi con dolore più acuto.
Nel tempo è possibile che i problemi vengano accusati anche sull'altra gamba, probabilmente per il mantenimento continuativo di una postura scorretta sia in posizione seduta che in piedi o durante una camminata.

PREVENZIONE

Cercate di stare dritti con la schiena ben appoggiata allo schienale della sedia con i talloni a contatto col terreno e a letto cercate di evitare la posizione prona e prediligete la posizione supina o sul lato (fetale con le ginocchia piegate e con un cuscino in mezzo);
Il riposo completo a letto non è raccomandato, ma potrebbe bastare ridurre semplicemente l'attività fisica nei primi giorni per poi riprenderle in seguito. Ciò a cui bisogna prestare molta attenzione sono essenzialmente i movimenti bruschi, e il sollevamento di pesi eccessivi.

Finita la fase acuta e stabilizzata la situazione per evitare recidive bisognerebbe focalizzarsi sul miglioramento della postura e sul miglioramento di alcuni distretti corporei: muscoli addominali, muscoli della schiena, diaframma toracico , del pavimento pelvico e della flessibilità (con esercizi di stretching specifici)..

Negli ultimi anni con l'aumento della sedentarietà e quindi del rimanere in posizione seduta per lunghe ore di lavoro o di studio, sono aumentate le sciatalgie legate a una sofferenza del muscolo piriforme.

Simbologia

Per la simbologia il dolore sciatico significa: rigidità, conflitto, paura per futuro e denaro.

Ecco un esercizio di stretching per mantenere flessibile il decorso del nervo sciatico

 

Mantenere per 6 respiri profondi, almeno 3 volte per gamba.

 

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Tensione alla spalla?


La spalla è un crocevia di tendini e legamenti sottoposto a grande lavoro nell'attività sportiva e nella vita quotidiana.
La maggior parte delle attività infatti avviene anteriormente al corpo, quindi la scapola tende a scivolare spostandosi dalla sua posizione ideale.

Con le attività lavorative tipiche (computer, scrittura, pulizia… sono solo alcune delle attività in questione) il malposizionamento si amplifica ancora di più creando i presupposti per l'instaurarsi di dolore e lentamente di un deterioramento dei tessuti con probabili patologie diverse a seconda del tipo di attività svolta:


- Problemi al sovraspinato
- Tensione infrascapolare
- Spalla congelata
- Infiammazione alla cuffia dei rotatori

…e tanto altro ancora.

Dal punto di vista simbolico la spalla esprime la capacità di agire, la volontà, le nostre intenzioni o i pregiudizi nell'agire.
Se abbiamo tensioni o dolore a questo livello, significa che ci sentiamo frenati nel nostro agire, per mancanza di sostegno, oppure per opposizione esterna.

Cosa si può fare

Diventa fondamentale quindi migliorare l'assetto posturale della spalla con dei semplici accorgimenti:
- Avvicinare le scapole alla colonna vertebrale (la posizione ottimale è a 3 dita di distanza dalle vertebre dorsali).
- Abbassare le spalle.


- Non mantenere delle posizioni con braccia alzate per troppo tempo.
- Fare esercizi di stretching per migliorare l'elasticità muscolare e articolare(rivolgersi sempre ad un professionista per evitare l'utilizzo di posizioni errate).

Un esercizio che si può svolgere autonomamente è il seguente:
prendere una bottiglietta da 0,5-1l e far oscillare dolcemente il braccio in un movimento avanti-dietro e con piccole circonduzioni.

 

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Le informazioni contenute in questo sito hanno una valenza divulgativa rispetto alla mia attività, il medico deve sempre essere il riferimento in caso di patologia.

 

Kinesiologia e mal di schiena

Il mal di schiena è uno dei problemi più ricorrenti della nostra Società, legato sicuramente allo stile di vita moderno.
Non sempre la manifestazione del mal di schiena è così forte da fermarci completamente, molto spesso conviviamo con un continuo disturbo che rimane in sottofondo, oppure lo percepiamo in maniera altalenante.

Il nostro corpo, in questo caso, già ci sta segnalando che c'è qualcosa che non va, ma nella maggior parte dei casi non viene ascoltato fino al momento in cui ci blocca completamente, così siamo costretti a prenderlo in considerazione.
Questo schema di comportamento spesso porta ad una lesione dei tessuti con conseguente danno permanente ed eventuale patologia.
Molto importante diventa la "manutenzione" del corpo per la nostra schiena, proprio per evitare di crearci, probabilmente, problemi più grossi.

TRATTARE LA POSTURA

MIGLIORA IL BENESSERE PSICO-FISICO

DELLA TUA VITA.



Sulla schiena diversi sono i muscoli che si inseriscono e che hanno bisogno di essere aiutati e riequilibrati in conseguenza delle abitudini di vita quotidiane, che proprio per la loro ripetitività, devono essere compensate con esercizi (almeno tre volte la settimana) e riequilibri posturali (1 volta ogni 4-6 settimane) ed entrare a far parte della vita normale di una persona.
La postura è una manifestazione della personalità del singolo individuo, grazie alla kinesiologia che mi permette di valutare gli eventuali squilibri muscolari, posso migliorare la capacità del corpo di reagire alle posture quotidiane liberandolo da tensioni articolari che lo appesantiscono e lentamente fanno esordire il

mal di schiena.

 

 

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A cosa mi può servire la


Definiamo innanzitutto il concetto di postura:
la postura è l'atteggiamento corporeo che noi assumiamo, in modo automatico, per mantenerci in equilibrio contro la forza di gravità.

Vari sono gli elementi che la possono destabilizzare: posizioni lavorative scorrette mantenute nel tempo, disturbi visivi causati da molte ore davanti ad un PC, traumi o incidenti (colpo di frusta), sport asimmetrici, squilibri dell'apparato masticatorio, distorsioni alle caviglie…
Il suo controllo è affidato a tutta una serie di biosensori fra i quali i recettori dei piedi, della bocca e dei muscoli oculari che possono portare informazioni non corrette al sistema posturale in virtù di traumi o vizi posturali.

Così i muscoli cominciano a non funzionare correttamente, quindi non svolgendo la loro funzione di sostegno creano i presupposti per un cattivo lavoro articolare con conseguente tensione; una gamba più corta o più lunga ne è un esempio, una spalla più alta o più bassa anche, così come un collo che fatica a ruotare non permettendo di vedere dietro di se quando si fa la retromarcia in macchina.

Con la Kinesiologia è possibile valutare dove e che tecnica utilizzare (massaggio di punti linfatici o vascolari, tecniche di mobilizzazione , bendaggio con taping neuromuscolare, tecnica cranio sacrale…) per riequilibrare il sistema posturale e migliorare la qualità della vita avendo una percezione di maggior leggerezza nei movimenti dettata da un miglior funzionamento del corpo.

Ecco uno dei risultati di un riequilibrio, il corpo ha una postura più corretta, centrata e performante con conseguente riduzione dello stato di malessere.

(l pintini indicano dove dovrebbe passare la linea retta; si può vedere bene come dopo il trattamento il corpo è più centrato).


Il seguente schema (il cui autore è Jean Claude Guyard direttore della scuola di Kinesiologia EKMA) illustra bene il passaggio dalla malattia alla salute prendendo in considerazione varie fasi:

-2: malattie gravi funzionali

-1: Problemi funzionali

0: Normalità, piccoli malesseri

+1: Ricerca della qualità

+2: alto livello di benessere

La normalità (0) si trova tra i disordini funzionali (-1) e la ricerca della qualità (+1). Vi si includono i piccoli mali non etichettati da una diagnosi medica e reputati privi di pericolo, benché siano il segnale della presenza di agenti di stress che indeboliscono il terreno e preparano ai disordini funzionali che precedono la malattia.

La Kinesiologia Posturologica Integrata lavora tra lo "0" e il "2", ma si può integrare benissimo con una terapia.

Trattare la postura significa migliorare una persona.

 

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LOMBALGIA…MAL DI SCHIENA

La lombalgia è un dolore (algia) che colpisce la zona bassa della schiena (lombare)ed è uno dei disturbi più frequenti della nostra epoca. Nei paesi industrializzati 8 persone su 10 soffrono di una qualche forma di lombalgia, che diventa una delle cause più frequenti di assenza dal lavoro e di disagio economico oltre che salutistico.

Questa patologia molte volte si presenta in forma acuta, in genere risolvibile in poco tempo senza particolari interventi, anche se è sempre consigliabile un consulto medico.
Quando non trattata in modo adeguato, tende a tramutarsi in lombalgia cronica che potrà provocare sintomi per molti anni e venire riacutizzata da determinate posture scorrette (come un lungo viaggio in macchina).


Cause e fattori di rischio

E' un problema multifattoriale (salvo incidenti o traumi improvvisi) che coinvolge molti aspetti della nostra vita e del nostro stile di vita, molti di più di quelli che si potrebbe immaginare:
- La sedentarietà è il fattore di rischio principale, per cui muoversi è fondamentale.
- Posture scorrette nella vita quotidiana, una buona educazione posturale è importante!
- Debolezza muscolare: in molti casi la lombalgia è causata da una debolezza della muscolatura lombare e addominale che non riesce a sostenere il peso e gli sforzi trovandosi quindi con contratture croniche.
- Riduzione della mobilità articolare con conseguente rigidità.
- Sovrappeso.
E l'elenco potrebbe andare avanti ancora per molte righe…

Dal punto di vista simbolico il mal di schiena significa:
inceppamento nei rapporti con gli altri…situazione che non riesco a metabolizzare… rigidità…conflitto… paura per futuro e denaro

Per fortuna esistono dei rimedi e trattamenti alternativi che possono giovare al vostro mal di schiena e li possiamo dividere in due gruppi, i primi eseguibili da soli, i secondi consultando un professionista.

Rimedi in autonomia
- Muoviti ed evita di rimanere a riposo nel letto o sul divano, meno ti muovi più facilmente la schiena ti farà male.
- Bevi molta acqua per idratare il corpo, i muscoli e i dischi intervertebrali; evita gli alcolici che favoriscono anche la disidratazione.
- Informati su una corretta alimentazione che migliorerà sicuramente la tua qualità di vita.
- Metti del caldo per rilasciare la muscolatura.

Puoi eseguire questo semplice esercizio quotidianamente per detendere i muscoli della schiena:

porta la coscia al petto flessa e respira profondamente per 6 volte, poi cambia gamba e ripeti per 3 volte.

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CHE FASTIDIO QUESTO MAL DI TESTA…

 


Il mal di testa comune, chiamato anche cefalea, è definito come un dolore localizzato all'interno del capo o alla parte superiore del collo.
Le cefalee sono causate dall'alterazione dei meccanismi fisiologici che attivano strutture sensibili allo stimolo del dolore, localizzate in alcune zone della testa e del collo: non è ancora chiaro, tuttavia, il motivo per cui questi segnali dolorosi vengano inizialmente attivati.

Principali cause di mal di testa sono:
Modificazione dei vasi sanguigni che irrorano il cervello: dilatazione, restrizione, compressione di arterie e vene;

compressione, trazione o infiammazione dei nervi cranici;

infiammazione, contrattura o compressione dei muscoli extracranici e cervicali;

infiammazione delle meningi.

I Fattori scatenanti possono essere i più diversi:
Stress fisico ed emotivo, alcuni alimenti, calo di zuccheri dovuto a un digiuno prolungato iperglicemia (elevata quantità di zuccheri nel sangue), Postura scorretta, sbalzi climatici e/o aria condizionata, odori o rumori intensi alterazioni del ritmo sonno-veglia, fumo e alcol, alcuni farmaci, uso prolungato del computer…

Molto spesso la cefalea è generata da una serie di concause che tendono a rafforzarsi vicendevolmente, innescando frequentemente alterazioni del sistema neuro-vascolare.

La contrattura della muscolatura del collo o la tensione nervosa associata allo stress provocano una iperstimolazione simpatica con conseguente alterazione circolatoria. Lo stress, pur non essendo l'unica causa o la principale, assume un'importanza determinante nella cefalee.

Migliorare la postura significa proprio liberare tutta quella serie di tensioni che lo stress crea nel corso del tempo legate al lavoro, alle vicissitudini della vita. Riequilibrare i recettori posturali, ridare propriocezione a questi sistemi diventa importante per tornare a far funzionare il corpo in modo corretto e liberarlo da quella serie di corde che lo limitano generate dallo stress.

Esercizi
Esistono sicuramente delle tecniche in grado di aiutarci a ridurre lo stress, una di queste al bisogno è il tocco leggero sulle bozze frontali, oppure ai lati delle sopracciglia.


Esercizi di respirazione profonda fatti costantemente a fine giornata sono importanti per mantenere elastiche le strutture annesse al diaframma e alla cassa toracica. Vanno bene tutti i tipi di respirazione conosciuti, anzi più ne impariamo e meglio è così si migliora la propriocezione e il controllo dei muscoli ad essa correlati.

Mantenere la muscolatura cranio-cervico-scapolare in una situazione fisiologica è importante per far funzionare meglio tutte le strutture ad essa correlate, per cui il trattamento manuale delle strutture muscolari e articolari è fondamentale.

Simbolismo

il mal di testa indica
intransigenza, frustrazione nascosta, autocritica, trattenere le emozioni

 

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DISTORSIONE ALLA CAVIGLIA, TEMPI E RIMEDI

Chi fa determinati sport la conosce bene, ma basta appoggiare male un piede per procurarsi una distorsione che, se non curata, può dolere per lungo tempo.

Cosa succede?
Quando l'articolazione della caviglia è sottoposta a un movimento troppo brusco o errato si ha una momentanea modificazione dell'articolazione e questo induce lesioni alle strutture circostanti (capsule articolari, legamenti, tendini, vasi). Tipicamente compare dolore, seguito da gonfiore che tende ad allargarsi alle zone limitrofe.
A seconda dell'entità del trauma, si potranno avere versamento di liquidi (edema) più o meno intensi, ed ematoma se si è verificata la rottura di vasi con travaso di sangue.
Mai sottovalutare…
Dopo qualunque trauma, anche se lieve e apparentemente banale, è sempre bene valutare accuratamente i sintomi e come si presenta la parte colpita. Anche una distorsione non violenta, se non adeguatamente trattata, può provocare dolori e fastidi per lungo tempo.
Per stabilire la gravità della distorsione spesso basta fare attenzione ad alcuni segni.
Se non compare gonfiore siamo fortunati: il trauma è stato lieve e passerà in fretta, il movimento della caviglia non è stato compromesso. Ma anche se il dolore è un po' più intenso e protratto, fatichiamo a camminare e la sera la caviglia si gonfia, però non ci sono altri segnali che possano indicare lesioni importanti, basterà adottare le giuste misure per risolvere la situazione.
Al contrario, se il gonfiore compare subito, si evidenzia versamento di sangue e il dolore è tale da impedire qualunque movimento della caviglia è opportuno recarsi al pronto soccorso per escludere una rottura dei legamenti o una frattura ossea.

Il dolore e il quasi immediato gonfiore che seguono il trauma possono essere attenuati da subito applicando il "protocollo RICE", ossia la sequenza "Rest-Ice-Compression-Elevation (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione)". Mantenere la gamba in alto, e riposare la caviglia evitando il carico del peso apporta un sollievo immediato e aiuta a ridurre l'edema e accelerare i tempi di guarigione.
Il nostro scopo sarà quello di ridurre dolore e gonfiore e recuperare al più presto il movimento dell'articolazione.
Prima di tutto applicare subito del ghiaccio, il freddo va mantenuto per venti minuti per 2-3 volte al giorno. Una pomata antinfiammatoria e analgesica può aiutare a lenire il dolore e spegnere l'infiammazione velocizzando il processo di guarigione. Anche gli impacchi di argilla, da fare tutti i giorni sono utili, così come arnica o artiglio del diavolo in crema.
Un bendaggio con il taping neuromuscolare aiuta a sostenere l'articolazione e a migliorarne il movimento e la circolazione.

 



Il recupero completo delle funzionalità e del movimento può variare da 3 a 5 settimane, ma il dolore si dovrebbe attenuare già nei primi giorni. È importante tener presente che se nei giorni successivi il dolore persiste in maniera importante e, oltre alle difficoltà di movimento, compaiono versamenti o edemi, estesi e scuri, sarebbe meglio farsi vedere da uno specialista per un accertamento più approfondito.
Tempi classici della guarigione
La ripresa della mobilità, anche dell'eventuale allenamento sportivo, avviene in tempi diversi a seconda del grado di trauma:
1° grado: lieve stiramento dei legamenti con dolore e gonfiore moderati, guaribile in 1-2 settimane;
2° grado: danno ai legamenti associato a evidente gonfiore, può guarire in 4-6 settimane dopo un adeguato programma di rieducazione;
3° grado: rottura dei legamenti, che in alcuni casi richiede anche l'intervento chirurgico.


Accorciare i tempi di recupero
Escluso il caso di una grave distorsione di 3° grado, è possibile ridurre il tempo necessario per il recupero iniziando la rieducazione già due, massimo tre giorni, dopo il trauma.
In ogni caso, alleviare il dolore e il gonfiore aiuta il processo di guarigione perché facilita i primi passi del la ripresa del movimento.
La tavoletta propriocettiva è il primo attrezzo che ci aiuta a recuperare il movimento e I' equilibrio. Un buon programma di esercizi da ripetere quotidianamente è fondamentale.

 

Anche il lavoro manuale aiuta al recupero, un buon massaggio linfodrenante migliora il gonfiore e una mobilizzazione aiuta al ripristino dell'ampiezza dei movimenti.

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FATICO A STARE IN PIEDI E A CAMMINARE SENTO DOLORE ALLA ZONA PUBICA

La pubalgia è un'infiammazione, che interessa la zona pubica e i muscoli ad essa correlati: adduttori, addominali (retto e obliqui), piramidale e pettineo.

I sintomi sono molto fastidiosi e in genere si distinguono con dolori di varia entità e/o una sensazione di bruciore che coinvolge la zona inguinale, pubica scendendo fino all'interno coscia.


La pubalgia è un dolore spesso cronico che predilige gli sportivi; viene così a formarsi una degenerazione delle inserzioni tendinee che provoca una serie di sintomatologie che variano dal semplice fastidio appena alzati o durante un allenamento, al dolore intenso, invalidante e che ostacola qualsiasi attività fisica, camminata compresa.

Sintomi legati alla pubalgia
I sintomi di una pubalgia in genere possono essere riassunti come dolori sordi o lancinanti nella zona della sinfisi pubica e addominale (sempre in relazione con il pube), la parte interna delle cosce, ma a volte anche la zona scrotale o in sede retropubica accompagnato dalla fastidiosa sensazione di incompleto svuotamento vescicale.
Quando l'infiammazione è in fase iniziale e quindi molto leggera risulta molto facile che il dolore e l'impedimento funzionale avvengano al risveglio la mattina oppure appena si comincia il riscaldamento o a inizio corsa: con il proseguire dell'allenamento il dolore sfuma.
La cosa più sbagliata è continuare ad allenarsi come prima senza fermarsi per affrontare il problema.
La pubalgia nei casi più gravi si presenta come un dolore continuo e molto profondo con fitte lancinanti in caso di movimenti bruschi come cambi di direzione o affondi, capace di impedire persino la corretta camminata.

Cause
Se teniamo conto di tutti i dolori inerenti alla zona addomino-pubo-crurale, secondo quanto descritto da Jarvinen si possono distinguere addirittura 72 cause che possono provocare la pubalgia: queste comprendono una vastissima gamma di problematiche muscolari, ossee, sistemiche, nervose, croniche e croniche degenerative.

In generale però possiamo dividere le cause in intrinseche o estrinseche:

le intrinseche riguardano tutto ciò che è parte della struttura specifica di ogni singolo individuo, come un'iperlordosi, una displasia dell'anca, una lombalgia, ma anche un'accentuata asimmetria degli arti inferiori oppure una debolezza dei muscoli addominali, un tono eccessivo dei muscoli adduttori e una muscolatura ischiocrurale poco elastica per finire con una postura non corretta.

Le estrinseche invece prendono in considerazione le cattive abitudini, i terreni d'allenamento poco curati, gli allenamenti eseguiti in modo scorretto (gli allenamenti fai da te per intenderci), le attrezzature inadatte come scarpe con tacchetti da erba su sintetico e viceversa, oppure scarpe inadatte a percorrere lunghi tratti in corsa o camminata.

Simbologia
Il bacino è l'unione di due parti...quindi il bivio; non decidere e rimanere bloccati nell'indecisione o nella paura.
Gli arti inferiori simboleggiano il cammino nel mondo reale... quindi diventa importante decidere.

Energetica
Questa è la sede di passaggio dei meridiani: SHAO YIN - JUE YIN - TAI YIN - MING YANG e zona di pertinenza del 2° Chakra o della base.

Consiglie ed esercizi
Sicuramente consigliato il riposo, a volte può durare mesi; l'approccio parallelo al riposo è la crioterapia (ghiaccio), molto importante per sfiammare la zona dolorante.

 

Alcuni esercizi di stretching per mantenere elastiche le strutture che si inseriscono sul bacino:

Se si vogliono velocizzare i tempi è molto importante la terapia manuale per ridare funzionalità a tutta la zona e migliorare l'assetto posturale.

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FATICO A STARE SEDUTO...HO DOLORE ALL'OSSO SACRO

L' osso sacro si trova nella parte finale della colonna vertebrale ed è un osso impari e mediano; è un osso curvo che ricorda un cuneo.

Situato alla base delle vertebre lombari (in particolare L5), con la quale forma un angolo da 90° a 130°, si articola lateralmente con le due ossa iliache e al di sotto con il coccige è la fusione di cinque vertebre che trova completamento non prima del 25° anno di età.'

Attraversato dai rami anteriori e posteriori dei nervi sacrali, possiede cinque tubercoli che sono il risultato della saldatura delle apofisi trasverse che danno sede a diversi legamenti .
Il dolore all' osso sacro è un problema piuttosto diffuso nella popolazione, che può avere cause decisamente diverse tra loro; si associa spesso ad altri sintomi che sono direttamente o indirettamente connessi ad una postura errata: mal di schiena nella zona lombare, formicolio alle gambe, dolore al coccige.

Sono tutte condizioni che andrebbero corrette prontamente per porre rimedio ad un dolore che spesso è debilitante per chi fa un lavoro da seduto o passa gran parte della giornata in piedi.
Vediamo insieme quali sono alcune del le cause che possono portare al dolore dell'osso sacro e se possiamo fare qualcosa per migliorare la nostra condizione.

Postura errata
Il dolore nella zona sacrale può dipendere da abitudini e atteggiamenti quotidiani sbagliati?

La risposta è sicuramente affermativa, dato che le analisi statistiche condotte dalla medicina indicano appunto la postura errata della schiena come il problema principale che può essere origine di dolore all'osso sacro. Non a caso il dolore all'osso sacro è spesso avvertito da persone costrette per lavoro a stare sedute molte ore al giorno: l'assenza di movimento, che contribuisce a conferire flessibilità ai muscoli, fa contrarre la muscolatura della parte bassa della schiena e i flessori dell'anca, che diventano tesi e indolenziti, dando origine al dolore che a grandi linee tutti dovremmo conoscere. Lo stesso disagio si verifica anche quando si assumono posizioni che costringono ad inarcare o torcere la schiena, soprattutto se dovessero essere mantenute per lunghi periodi. I bambini, che conducono in genere una vita molto più movimentata, con una sollecitazione dei muscoli dell'area sicuramente più frequente di quella degli adulti che svolgono una vita sedentaria, difficilmente avvertono problemi in questa specifica area del corpo. Quindi i problemi di postura si presentano come la causa principale.
La Gravidanza

Il parto e disturbi ginecologici Per ragioni anatomiche ed ormonali, le donne tendono più degli uomini a soffrire di dolori nella parte bassa della schiena, inclusa l'area dell'osso sacro. Ciò si verifica quasi sempre durante la gravidanza, periodo durante il quale la parte del corpo in questione viene sottoposta ad incredibili sollecitazioni, sia per l'aumento di peso sia per il cambio, necessario, nella postura sia da erette che sedute.

Di origine muscolo-scheletrica

Come causa del dolore all'osso sacro possono esserci anche disturbi della colonna vertebrale di varia natura ed entità. Forse sarà capitato anche a voi di avvertire un improvviso e forte dolore di questo genere subito dopo aver spostato qualcosa di pesante o aver affaticato in qualche modo i muscoli della spina dorsale: alcune posture scorrette possono, in effetti, avere questo tipo di conseguenza. In generale, i movimenti di torsione e tenere a lungo la schiena piegata in avanti, sono atteggiamenti a rischio e quindi da evitare. Se il fastidio in zona sacrale dipende da un problema muscolo-scheletrico, riconoscerne la causa è relativamente semplice, in quanto, a differenza delle condizioni sopra descritte, esso si presenta quando ci si siede e ci si alza da una sedia, quando si pedala con la bici dopo che si è rimasti seduti a lungo. Al contrario scompare, di solito, quando si cammina o se ci si mette a letto.
Esattamente come tutte le articolazioni del nostro corpo, anche quelle sacro-iliache sono ricoperte da uno strato di cartilagine che nel tempo e per vari motivi può andare incontro ad usura: senza più cartilagine, sfregandosi fra loro, le ossa possono essere colpite da artrite degenerativa (o atrosi).Il sintomo più frequente di tale condizione è il dolore: si avverte male nella parte bassa della schiena o nella parte posteriore dei fianchi, ma il dolore può irradiarsi anche fino all'inguine e alle cosce.

Simbologia
Dal punto di vista simbolico l'osso sacro indica problemi alle fondamenta, problemi a vivere il mondo fisico,

Energetica
E' visto come la sede dell'anima, del 1° chakra o radice per la medicina indiana, e per la medicina tradizionale cinese troviamo molti punti del meridiano di vescica.

 

Ecco alcuni esercizi per allentare la tensione dei muscoli che vi si inseriscono:

1)

Trazionare dolcemente portando tensione alla muscolatura glutea e laterale di coscia e respirare profondamente per 6 volte poi cambiare gamba.. Ripetere 3 volte per lato.

2)T

r

Trazionare dolcemente portando tensione alla muscolatura glutea e laterale di coscia e respirare profondamente per 6 volte poi cambiare gamba.. Ripetere 3 volte per lato.


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SENTO DOLORE ALLA NUCA E TANTE VOLTE HO ANCHE IL MAL DI TESTA...

FATICO A RUOTARE LA TESTA, MI SENTO RIGIDO/A...

SENTO DEGLI SPILLI NELLA NUCA...


Queste possono essere alcune delle affermazioni o delle situazioni che si possono avere quando abbiamo un problema relativo all'occipite.

Cos'è l'occipite e dove si trova:
zona situata posteriormente alla base della testa, che rappresenta uno snodo di cruciale importanza per la presenza di diverse strutture che regolano la postura eretta.
L'occipite vede l'incontro dell' osso occipitale con la prima vertebra cervicale chiamata: ATLANTE.
L'occipitale è un osso impari e mediano che delimita la scatola cranica posteriormente e inferiormente entrando a far parte della costituzione sia della volta che della base del cranio.
E' l'osso che mette in relazione il cranio con la colonna vertebrale articolandosi con la prima vertebra cervicale. Il grande foro occipitale che ne è parte è in comunicazione con il canale vertebrale, quindi un punto di fondamentale importanza per il nostro corpo.
Parlando di muscoli qui troviamo una molteplicità di muscoli che proprio per il loro posizionamento ci aiutano a mantenere la posizione eretta del capo.

Quando si verifica un'alterazione di questa zona possono manifestarsi diverse sintomatologiecome per esempio: giramenti di testa, alterazione dello stato di equilibrio, dolore nucale, limitazione nei movimenti cervicali, senso di prensione sulla nuca.
Insorgere di problemi all'occipite può avere diversi motivi che vanno da posture lavorative mantenute per troppo tempo a problemi oculari non corretti, problemi ai denti o all' apparato buccale, colpi di frusta non trattati fino ad arrivare a problematiche più severe.

Dal punto di vista simbolico:

la nuca è espressione di caparbietà ma anche di vulnerabilità (un colpo violento alla nuca può abbattere anche il soggetto più forte). Si tratta della regione anatomica più indifesa del corpo umano rappresenta il tramite fra il concettuale (testa, cervello, idee, concetti, desideri, volontà) e il reale (colonna vertebrale, azione, relazione, espressione, ecc.).

l'incapacità personale di trasferire sul piano reale i propri propositi e le proprie idee

Dal punti vista energetico:
sede del V chakra presiede alla creatività più alta dell'essere umano..

Ecco 2 buoni esercizi per allentare la tensione dei muscoli sub-occipitali anche quando siamo seduti ad un PC:

1) Mantengo una corretta postura del tronco e della testa e con gli occhi convergo lo sguardo verso gli 8 punti cardinali in senso orario e poi antiorario.


2) Massaggio la zona con una pallina da tennis con una pressione accettabile.


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HO POCA FORZA NELLE MANI…

sento il polso debole o dolorante

Il dolore al polso è un problema diffuso, che interessa le ossa, i legamenti o i tendini situati in questa zona.
Può avere numerose origini: possono esserci fratture ossee, compressioni nervose, artriti di vario genere, infiammazioni o rotture dei tendini ecc.

Il polso è situato tra avambraccio e mano; è composto da 8 ossa sottili, disposte in due file da 4, che prendono il nome di carpo. Il carpo è interposto tra il radio, che è l'osso dell'avambraccio, e il metacarpo, ovvero il complesso osseo che compone le dita della mano.
L'unione e il movimento delle varie strutture ossee sopraccitate sono garantiti da un diverso numero di legamenti, tra cui i più noti sono il legamento carpale trasverso e il legamento carpale dorsale.

Inoltre, sempre a livello delle ossa del polso, si inseriscono diversi tendini; i tendini sono delle strutture connettivali, simili ai legamenti, che uniscono i muscoli alle ossa.
Il dolore al polso può essere provocato da un trauma acuto come una forte distorsione o una frattura, oppure da un problema cronico, come le artriti e la sindrome del tunnel carpale.
Le fratture possono comprendere anche le infiammazioni da stress che comprendono la ripetizione continua di movimenti che possono nel tempo arrivare a lacerare i tessuti.
Le artriti che possono creare dolore al polso sono essenzialmente due:
- Osteoartrite o artrosi con usura e lacerazione delle cartilagini articolari in particolare l'osteoartrite si manifesta sul pollice.
- Artrite reumatoide che è una malattia autoimmune che attacca le articolazioni causandone la degenerazione.

Altri problemi possono essere il tunnel carpale che è lo schiacciamento del nervo mediano del polso, cisti gangliari del polso che sono delle piccole sacche ripiene di liquido che si sviluppano sulla parte dorsale del polso, o la tendinite chiamata Morbo di Quervin che colpisce gli estensori del pollice.

Sono maggiormente a rischio quelle persone che svolgono lavori manuali ripetitivi e molto intensi, o che praticano attività sportive stressanti per il polso (golf tennis, snowboard…).

Simbologia
Dal punto di vista simbolico il dolore al polso è legato alla capacità di flessibilità nell'eseguire gli ordini, alla qualità degli scambi e alla pressione sugli altri.

Qualunque sia la causa del dolore al polso il riposo è sempre un rimedio consigliato, così come gli impacchi di ghiaccio (crioterapia) che hanno un buon effetto analgesico (sul dolore) e antiedemigeno (sul gonfiore) chiaramente con un uso corretto (per un lungo periodo dopo la botta e ad intervalli nei giorni successivi).

Due buoni esercizi di stretching da eseguire come prevenzione o dopo il periodo di dolore, sono:

Mantenere la posizione per 4 respiri profondi e ripetere per 3 volte.

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Gli articoli hanno scopo divulgativo e non vogliono sostituirsi in alcun modo all funzione del medico che rimane sempre il riferimento principale.

GONALGIA?...DOLORE AL GINOCCHIO


Il termine gonalgia è utilizzato per indicare il dolore al ginocchio, sintomo piuttosto diffuso che può colpire persone di tutte le età.
Il dolore al ginocchio può avere svariate cause legate alla complessità della sua costituzione; ognuno degli elementi che lo compongono può essere esposto al rischio di rottura o alterazione.
Menischi, legamenti, rotula e cartilagini possono essere interessati da processi patologici, quali infiammazioni, artrosi ed altro.

Il ginocchio sostiene il peso del corpo e può compiere una serie di movimenti complessi che mettono alla prova le strutture che ne costituiscono l'articolazione.
Escludendo le cause traumatiche, la gonalgia è generalmente dovuta a una alterazione della normale meccanica degli elementi articolari del ginocchio: il dolore può scaturire da un segnale nocicettivo inviato da legamenti, capsula articolare, membrana sinoviale…ed altre strutture.
Menischi e cartilagini non hanno strutture nervose per cui il dolore che si genera dalla loro alterazione è dovuto alla pressione che provocano sulle componenti precedentemente citate.

Cosa può aumentare la probabilità di comparsa del dolore:
1 Sovrappeso: l'eccesso di peso aumenta lo stress a livello del ginocchio, anche durante le attività ordinarie (come camminare o salire le scale), e predispone a processi degenerativi, come l'osteoartrosi;
2 attività ripetitive che espongono le strutture del ginocchio ad un sovraccarico oppure a sforzi eccessivi;
3 ripetute trazioni, distorsioni o contusioni provocate da una forza che determina movimenti dell'articolazione superiori a quelli naturalmente eseguiti;
4 postura: ginocchio valgo o varo ed altre anomalie strutturali possono favorire la comparsa di problemi (in primo luogo l'artrosi)

5 l'età è un fattore strettamente correlato alla comparsa di patologie del ginocchio, come l'artrosi, che tende a presentarsi prevalentemente dopo i 55 anni;
6 Ridotta forza e flessibilità muscolare

Simbologia
Per la simbologia il dolore al ginocchio è legato all'umiltà, all'accettazione e alla sottomissione; sono presenti orgoglio, troppa ostinazione o inflessibilità.

Alcuni accorgimenti possono contribuire a mantenere una buona funzionalità del ginocchio:

1 Eseguire una regolare attività motoria (come passeggiate, bicicletta o nuoto) per mantenere un buon tono muscolare senza esagerare;
2 Mantenere un peso corporeo equilibrato e, se necessario, ridurlo per non esporre l'articolazione ad eccessive sollecitazioni.

3 Riequilibrare la postura per ripartire bene i carichi corporei tra le articolazioni degli arti inferiori.

Esercizi consigliati per mantenere l'articolazione flessibile (quando non si ha dolore)

- Stretching del quadricipite in decubito laterale.



- Stretching dei muscoli posteriori di gamba e coscia.


Questi esercizi servono per distendere i tiranti (muscoli e tendini) che comprimono l'articolazione; chiaramente ne esistono molti altri che ben scelti migliorano e mantengono l'articolazione con un buon funzionamento.

 

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RISPETTATE I VOSTRI PIEDI...

SOPRATTUTTO QUELLI DEI BAMBINI

La loro funzione è preziosa dal punto di vista neuro-fisiologico in quanto forniscono al nostro Sistema Nervoso tutta una serie di informazioni molto raffinate (riescono ad avvertire persino differenze di 1/100 di millimetro); sono indispensabili alla coordinazione del movimento.

Risulta chiaro che un appoggio non corretto può far sentire le conseguenze a caviglia, ginocchio, anca, tutta la colonna vertebrale, fino a interessare il posizionamento del cranio e quindi il apparato occlusale.

Costringere i Vostri piedi in calzature non idonee li rende "ciechi", cioè non funzionali, oltre a favorire la comparsa di tutta una serie di patologie degenerative, compreso il "famoso"

alluce valgo.

Talvolta dimentichiamo due concetti estremamente ovvi:
1) siamo nati scalzi: le calzature sono state, giustamente, introdotte per igiene e per proteggere il piede dalle lesioni.
2) noi camminiamo con i piedi (e non solo grazie a loro); un passo corretto parte dall'appoggio del tallone, passa al carico della bandeletta laterale, porta all'appoggio dal 5° al 1° dito e termina con la spinta dell'alluce... IL PIEDE E' NATO PER QUESTO! Purtroppo noi camminiamo usando solo le gambe, privando il nostro Sistema Nervoso di tutta una serie di informazioni preziose.


ALCUNI CONSIGLI PER TUTTE LE ETA'


1 misurare la TAGLIA appoggiando il piede sopra la scarpa;

2 l'interno della scarpa deve essere in cuoio e completamente piatto in senso trasversale;
3 Non mettete rialzi dell'arco plantare spesso presenti addirittura nelle scarpe da ginnastica (modificando l'appoggio in modo da aumentare la curva lombare); tagliateli o sostituite la soletta interna, spesso morbida, con una soletta normalissima in cuoio.

4 Scegli scarpe basse e comode così la tua caviglia non sarà costretta a stare continuamente in equilibrio e il passo risulterà più naturale

5 Nei mesi caldi cammina il più possibile scalzo (se riesci nell'erba fa benissimo lo dice anche questo libro "Earthing-a piedi nudi)

ALCUNI ESERCIZI UTILI

 

- Spostare il peso del corpo sulle punte dei piedi e poi sui talloni

-Stare in equilibrio su un piede (chiaramente scalzo) cercando di percepire bene l'appoggio al suolo di tutte le dita

- Massaggiare il piede con una pallina da tennis facendola scorrere avanti e indietro.

RicordateVi che un cattivo appoggio nel tempo può essere l'origine di un dolore al ginocchio (golnalgia), all'anca (coxalgia)o addirittura di un mal di schiena (lombalgia-lombosciatalgia)

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Il gomito mi fa male...

Il dolore al gomito è un sintomo abbastanza comune, un sintomo che può essere dovuto a cause facilmente identificabili, ma anche a problemi più profondi.

Detto ciò, fra le cause di problemi al gomito, oltre ai traumi, si segnalano patologie come l'epicondilite o "gomito del tennista", che provoca una sensazione di dolore quando si stringe un oggetto (compreso il mouse del computer), e l'epitrocleite o "gomito del golfista" che provoca dolore e fastidio all'interno del gomito durante l'esecuzione di determinati movimenti.
Ve ne sono anche altre e varie ma queste sono le più ricorrenti.

Il rischio di sviluppare una tendinite aumenta con l'età ed è maggiore nelle persone che, abitualmente, svolgono attività sportive o lavorative che richiedono movimenti ripetitivi delle articolazioni e creano, di conseguenza, un grande stress sui tendini.
La tendinite può colpire qualsiasi tendine del nostro corpo, se viene al gomito è definita:

" EPICONDILITE, se coinvolge la parte esterna o laterale del gomito; colpisce i praticanti di tennis, sollevamento pesi e altri sport che richiedono sforzi intensi e ripetitivi, ma anche chi svolge lavori sedentari al computer, pianisti e anche motociclisti.

" EPITROCLEITE , se coinvolge la parte interna o mediale del gomito. Si verifica più di rado e colpisce chi pratica sport come il golf.

In alcuni casi la risoluzione dei problemi al gomito può essere un processo lungo, in particolare se il corpo si è adattato all'attività ripetitiva.

Dal punto di vista SIMBOLICO il DOLORE AL GOMITO indica la capacità di accettazione in rapporto con l'azione cioè l'agire; abbiamo difficoltà ad accettare un'azione, c'è qualcosa o qualcuno che ci blocca.

La prevenzione del dolore al gomito dovrebbe essere, come sempre, la cosa più importante:

- E' bene fare esercizi di riscaldamento e defaticamento prima e dopo ogni attività sportiva, questo include anche l'allungamento dei muscoli del braccio e dell'avambraccio
- Utilizzare dispositivi di dimensioni idonee, maniglie e impugnature troppo grandi o troppo piccole possono mettere più stress sul gomito.
- Valutare bene la tecnica delle attività, in quanto ciò può contribuire al problema.
- E' importante fare esercizi di allungamento della catena muscolare coinvolta dall'attività lavorativa quotidiana. Es. allungamento della catena di chiusura anteriore dell'arto superiore.

VUOI RISOLVERE? CHIAMAMI
Chiaramente a seconda dell'attività svolta e della persona coinvolta vanno studiati degli esercizi personalizzati, per questo è possibile contattarmi al
3382799146 oppure chinesim@libero.it

Tensione tra le scapole?

La postura è da educare

La zona dorsale è il tratto centrale della schiena (dalla vertebra D1 e la vertebra D12) ed è affiancato dalle scapole.

La tensione che si crea a quest'altezza solitamente è legata alla postura da seduto, che mantenuta per molto tempo crea sovraccarico muscolare di questa zona. Molte ore davanti al PC possono creare tensione alla cervicale che poi si irradia al dorso, oppure tra le scapole che poi si irradia alla cervicale.

Le cause


- quando si resta a lungo con la schiena piegata davanti al computer causando delle alterazioni posturali;
- quando si verificano microtraumi ripetuti in ambito lavorativo e sportivo;
- quando si soffre di cervicalgia (solitamente causata da stress, disturbi posturali e scarsa forma fisica);
- in presenza di artrosi;
- in presenza di scoliosi;
- quando si soffre di osteoporosi grave;
- quando si verifica una contrattura del diaframma che può essere causata da stress o sovraccarico fisico;
- quando si verificano stati di sofferenza dello stomaco (come ad esempio la gastrite).
E tante altre…


Cercare di mantenere la giusta posizione da seduti è fondamentale:


- la sedia: se possibile scegliere una sedia con possibilità di regolazione della seduta inclinandola di almeno 15-20° (sedia ergonomica svedese), altrimenti cercare una seduta non troppo avvolgente che a lungo andare impedirà i movimenti della colonna lombare.
- Cercare di mantenere la giusta posizione scapolare avvicinandole posteriormente alla colonna vertebrale (posizione ottimale a 3 dita dalla colonna).
- Posizionare il pc a una distanza non eccessiva e controllando che la parte superiore dello schermo sia a livello degli occhi.
- I gomiti devono essere appoggiati al piano di lavoro
- Ogni tanto eseguire movimenti con le spalle e la cervicale o anche gli occhi per evitare che i muscoli si affatichino troppo rimanendo fermi.

Simbolismo:

il dolore al tratto dorsale significa:
"non sono sicuro di potere"
ci si chiude in se stessi e si è paralizzati dalla paura di sbagliare…

paura di vivere, soffocando i sentimenti e l'istinto.

Esercizi utili:
- Stretching dorsale e pettorale, mantenere la posizione ed effettuare respiri profondi.


- Adduzioni scapolari, mantenere per 10" più volte al giorno.


- Periodicamente riequilibrare la postura e le tensioni muscolari.


Per informazioni ulteriori chiamami al 338-2799146

oppure

inviami una e-mail a chinesim@libero.it

CORRERE REGOLARMENTE FA BENE ALLA SALUTE!


Correre aiuta la circolazione, fa perdere peso e stimola il buon umore; non esagerare però è imperativo.
Studi hanno dimostrato che la corsa fa bene al cuore, migliora l'efficienza cardiaca e circolatoria grazie all'immissione, di sostanze vaso dilatanti.
Queste sostanze svolgono la loro azione sui muscoli e sulle arterie:
i vasi arteriosi aumenta
no di calibro e mantengono questa dilatazione anche con il cessare dell'attività fisica.
Il sangue circolante incontra meno resistenze nei vasi e tutto ciò favorisce l'abbassamento della pressione arteriosa riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e diminuendo anche i valori del colesterolo nel sangue.

Tuttavia un'attività non programmata e incurante della tecnica di corsa può portare a dei traumi di 2 tipi:

- da SOVRACCARICO FUNZIONALE (sollecitazione articolare abnorme e/o eccessivamente ripetuta): per la ripetitività del gesto atletico, il podista sottopone a sollecitazione le proprie strutture osteomuscolari esponendosi al rischio di produrre nel tempo problematiche da sovraccarico funzionale ( sindrome della bandeletta ileo-tibiale, fascite plantare, pubalgia ed altre ancora).
Oltre a questo rischio, l'atleta, soprattutto se inesperto o poco allenato, può eseguire il gesto atletico in modo non corretto o in condizioni non ottimali creando i presupposti per danneggiare il proprio organismo.

- da TRAUMA: lesioni acute, invece, riconoscono un momento meccanico preciso (cadute o colpi diretti).



La maggior parte dei traumi del corridore sono dovuti ad errori di allenamento, il resto ad infortunistica.

Cosa fare per ridurre i rischi di sovraccarico:


- Riscaldarsi bene: corsa lenta ed effettuare stretching dinamico dei muscoli principalmente coinvolti (quadricipite e muscolatura posteriore della gamba).

- Inserire degli esercizi di passo e prorpiocezione almeno una volta la settimana (camminare sui talloni, sulle punte, sulla parte laterale del piede, mediale, rullare bene l'appoggio, usare la corda…)
- Defaticare rallentando nell'ultimo tratto dell'allenamento e con esercizi di stretching finali per decongestionare la muscolatura


E' importante anche ricordarsi perché si corre, ecco alcuni importanti suggerimenti:
- Finalità benessere, fino a 5 km. 3 volte la settimana sono già allenanti per star bene e mantenere attivo il nostro sistema cardio vascolare ad un'intensità compresa tra il 75-85% del battito cardiaco massimale. Farsi trattare manualmente ad esigenza, 1 volta ogni 2 mesi.
- Tra i 5-10 Km. 3 volte la settimana, si entra in un concetto di carico che va costantemente contrastato con stretching e trattamenti manuali per decongestionare i muscoli pena il sovraccarico funzionale con conseguente formazione di zone dolore (pubalgia, fascite plantare…). Farsi trattare manualmente 1 volta la mese.
- Oltre i 10km. 3 volte la settimana, si parla di atleta con conseguente necessità di trattamenti continui per evitare l'istaurarsi di sovraccarichi funzionali. Farsi trattare manualmente ogni 10 giorni.

La corsa è quindi uno dei sistemi per mantenersi in salute, ma come tutte le attività va programmata e gestita bene.

Per ulteriori informazioni riguardo il trattamento dello sportivo e gli eventuali accorgimenti per evitare i sovraccarichi o per recuperare da essi prenota un appuntamento al numero 338-2799146 oppure tramite e-mail chinesim@libero.it.

 

 

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